giovedì 2 maggio 2013

Il sound avvelenato dei Malascena


A cura di Claudio Papitto

I Malascena suonano hard-rock che spesso sfodera i duri martelli delle schitarrate elettriche heavy-metal, scegliendo fin dal 2009 (data in cui si sono formati) la formazione a soli tre elementi: questi tre “rock-elementi” Malascena sono Tiziano Cicconetti (voce/chitarra), Alessandro Renzetti (basso) e Felice Roberto Addeo (batteria).

Dicevo... E’ quindi grazie alla potente chitarra hard-rock e alla altrettanto potente voce di Tiziano che le canzoni dei Malascena creano nell’insieme un sound avvelenato che ringhia così forte da far paura. Particolari sono i testi delle singole tracce (incluse oggi nel loro primo EP) che in generale mettono sul tavolo le lotte interiori dell’uomo,le illusioni di chi vive male il presente e i pensieri dell’esistere. Già, esistere... Come urla Tiziano nella prima e migliore track dell’EP: “Essere”, lo slogan inequivocabile di chi ci osserva dall’esterno e ci fa sorgere spontanea la domanda: “Ma il mio essere corrisponde a quello che pensi tu?”. Tra questi inni dedicati al relativismo e alla vita che ci prosciuga, le parti strumentali dell’EP vengono riempite dagli assoli semplici e melodici (quasi cantabili) della chitarra e dalle fantasiose e precisissime rullate della batteria. Il basso di Alessandro completa ogni cosa con il suo ritmo selvaggiamente trascinante su ciascuna delle tracks.


I Malascena non sono male in scena (scusate il gioco di parole): mi riferisco alla “scena” dei loro live iniziati nel 2011 (le date sono consultabili sul loro sito) girando tra Bologna, la loro città d’origine, Zocca, Ferrara, Imola e Modena con una bella media di circa 7 concerti all’anno. E’ evidente la loro impronta più forte rispetto alle altre band emergenti, dato che Tiziano ha fatto parte di molti altri gruppi in passato, tra cui i Seen che aprirono il concerto ai Tre Allegri Ragazzi Morti, e vista anche la competenza di Alessandro come Sound Engineer.
Mi ha poi particolarmente colpito il modo in cui questo gruppo scrive le loro canzoni: tutto dipende dalle loro iniziali improvvisazioni rivedute e completate in un secondo momento. La cosa incuriosisce soprattutto perchè in fondo stiamo parlando di un rock i cui ritornelli restano in memoria e si ricordano facilmente al primo ascolto mentre invece capita spesso che il frutto di improvvisazioni sia pieno di variazioni di suoni o di ritmo difficili da ricordare. Questo significa che i Malascena sanno il fatto loro come artisti professionisti.





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