giovedì 7 marzo 2013

New Glads, brit-pop di classe alla bolognese


new glads bollogna

Newglads: parola senza un significato vero e proprio, ma dall'indiscutibile eufonia.

by Lorenzo Lulli


Questo è il nome che quattro ragazzi di Bologna hanno voluto dare al proprio gruppo,un nome scelto, appunto ,per la sua musicalità,perché funzionasse (e potrebbe farlo). La band è composta da Matteo Fallica (voce e chitarra), Filippo Poderini (chitarra), Marco Fabbri (basso) e Gael Califano (batteria) uniti dalla passione per la musica e da un'idea ben chiara dello stile che la band dovrà avere. Infatti all'ascoltare viene proposto un prodotto di chiaro stampo british (aldilà del canto in Inglese),che rimanda forzatamente ai ninteis nel Regno Unito,in cui, l'ampio calderone del brit-pop la faceva da padrone: nella fattispecie siamo sul genere degli Oasis e dei i primi Blur (sia come sonorità che come temi trattati).

Dopo un buon ep e un discreto successo nell'ambiente, il 21 Gennaio 2013 esce il loro album d'esordio "Here There Anywhere Like You". L'album, anticipato dal singolo "Whenever It Rains", si presenta molto compatto e omogeneo,forse troppo,a seconda dei gusti,ma scorre comunque più che piacevolmente, con  eleganti basi pop-rock e con la voce del cantante,Matteo,che potrebbe essere il vero punta di forza della band, in quanto molto radiofonica. Il sound è quindi di livello e la qualità di registrazione ne è all'altezza.Ma veniamo alle canzoni.

L'opener "All In A Row" è sicuramente uno dei punti più alti dell'album,se non il più alto: brano con una forte identità e di una notevole classe.Passiamo poi dal disagio espresso in "Morning Lies" , dove sembra che il  cantante cerchi disperatamente un modo per evadere dal moderno vivere ,alla bucolica ed evocativa "Winding Road".Di seguito troviamo l'unico pezzo forse un po' debole dell'album "Stand Till You Fall" e la romantica "Little Dreams", track, al contrario, molto ben riuscita.

Per finire troviamo "Unpredictable" , brano che poco aggiunge ma che si fa ascoltare maledettamente bene , e la già nota "Whenever It Rains", la canzone più "forte" dell'album, in tutti i sensi, che racchiude un po' lo spirito di tutto il disco, scelta come degna chiusura.

Il disco non ha certo le pretese di rivoluzionare lo showbiz musicale, ne di valicare confini sconosciuti, ma sicuramente,al giorno d'oggi, non è poi così  facile fare del pop-rock di qualità e direi che i Newglads ci riescono in pieno; poi chissà se in futuro vorranno sperimentare altri generi, come i sopracitati Blur,la cosa sicura è che le qualità ci sono,e qualsiasi piega prenderà il loro futuro sarà comunque roseo. Ma la domanda che sorge spontanea attualmente è: quanto potrà sfondare un brit-pop italiano cantato in Inglese in Italia?  Cantare in inglese può essere un'arma a doppio taglio, una sfida in più, che però i Newglads possono tranquillamente vincere. Io personalmente  sui Newglads  ci scommetterei,e voi?  P.s. Non si accettano rimborsi.

Lorenzo Lulli

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