venerdì 15 febbraio 2013

Aura - "Dipende Da Come Lo Usi"


aura band

A cura di Alina X
Aura, quartetto di giovani ragazzi bolognesi, esordisce per la prima volta sul palco di “Rock Targato Italia 2006”, punto di partenza per molte conoscenze importanti che li portarono ad esibirsi al Roxy Bar con Red Ronnie per ben due volte nel 2006 e nel 2007, in occasione dei casting per la notte bianca de “I Miti Della Musica” e la conseguente pubblicazione nel dvd della trasmissione. Esce così il loro primo EP nel 2009 intitolato “Problematiche Lontane” (CDBaby), che fornisce loro l'opportunità di collaborare sul palco con grandi del rock nazionale come Marlene Kuntz e Sick Tamburo. Nel 2010 firmano il primo contratto con la casa di produzione artistica Forears registrando così il loro primo album “Si Avvicina Lunedì”, che uscirà solo l'anno successivo insieme al videoclip del singolo “Quanto Ci Costa”, estratto dall'album portato in tour in tutta Italia. Tutto ciò ha fomentato la loro passione per il rock all'italiana ed è uscito così lo scorso Gennaio l'ultimo lavoro di ben dieci tracce (targato “Pullthetrigger Records”) dal titolo singolare e piuttosto curioso: “Dipende Da Come Lo Usi”. Ascoltando l'album si trovano diversi pezzi musicali dai sounds molto orecchiabili, che vanno dal pop-rock rabbioso, ispirato e molto influenzato dai grandi interpreti italiani come Vasco Rossi, Ligabue e Piero Pelù ( quest'ultimo soprattutto nella traccia “Maschere”), a tracce più “ballad” assomiglianti molto a quelle dei Rem, come “Falsi Angeli”, l'apripista estratto a presentazione del nuovo lavoro, fino a suoni più soft con basi di chitarre acustiche e batteria quasi a cappella. Un album molto ben strutturato con testi molto chiari e diretti nei quali si denota la ricerca di concetti filosofici ricchi di metafore non sempre decifrabili. Si fa riferimento alla società odierna sicuramente difficile per i giovani: il senso di impotenza verso certi circoli viziosi e meccanismi distorti rimasti spesso impuniti, e quindi ironicamente accettati come normale soluzione ai problemi e che si possono ritrovare cantati molto esplicitamente in “Questione di Principio”, in cui si insiste con frasi come “cammineremo sulla testa di Dio se ci va” oppure “ci sporcheremo il sangue e poi si vedrà, è giusto fare l'esperienza”. Ascoltando questi pezzi si ha la netta percezione della vita dei ragazzi di oggi che accostano la superficialità dei rapporti interpersonali ai bicchieri di vino, però cantati e raccontati con una vena critica e anche un po' rassegnata. Ogni pezzo è arricchito da bellissime esecuzioni di chitarra elettrica molto precise, costantemente in sottofondo in alcuni, come “Charlie Runkle”, “Falsi Angeli”, “Neve Nera” e “Solo Un'Ombra” (dove insistono distorsioni in puro stile Muse), esplosive in altre, specialmente nei ritornelli dei già citati “Maschere” e “Questioni di Principio”. L'album si chiude poi con “Ultima Stanza”, in stile indie quasi hawaiano e rilassato, con un buon connubio di chitarra elettrica e voce e un testo molto malinconico dal tema personale ed intimo.
In definitiva un buon lavoro molto piacevole da ascoltare, che apre la mente a ricordi ed emozioni, che arriva, e che sicuramente porterà gli Aura ad avere molti consensi da chi ama il rock tutto “made in Italy”. Si denota un po' la giovane età degli artisti, soprattutto nei testi e nel timbro della voce solista, ma certamente l'esperienza e il tempo arricchiranno la già ottima base preesistente.





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