venerdì 25 marzo 2016

“So What!?”, il nuovo videoclip degli Earthset.


Secondo estratto da “In a State of Altered Unconsciousness”, debut album dell'alternative rock band bolognese. Un omaggio alla capacità della musica di essere contenitore delle nostre emozioni e rendere comprensibile ciò che non può esprimersi adeguatamente a parole.

Genere: alternative rock, indie rock, grunge, prog rock
Release date: 24.03.2016

Il brano, dall'andatura allegra e scanzonata, racconta un tentativo andato male di evadere dalla noia del quotidiano in cui il protagonista esce per passare una serata a bere. Vista all'inizio come una prospettiva divertente, tale serata si traduce nell'esatto opposto: persosi per la città, il nostro si ritrova solo e deriso dai passanti. L’unica consolazione rimasta è tornare a casa per suonare una chitarra “ubriaca” nelle cui note egli riversa la propria sbornia e che riesce, più dell’alcool, a dargli sollievo.

Il video, realizzato interamente con una action cam in prima persona, segue in parte il narrato della canzone: lo spettatore si ritrova immerso in una tipica uscita universitaria bolognese mentre si sposta da un bar all'altro accompagnato dai quattro membri della band. Le riprese si sono svolte nell'arco di due serate in alcuni dei principali bar della Bologna universitaria.

L’idea era quella di riprendere senza filtri un’intera serata di bevute, ripercorrendo quella che è per molti una classica uscita da sabato sera.” - afferma la band - “Si esce, si beve, ci si sposta in un altro bar, si incontrano amici, si riprende a vagare senza una vera e propria meta finché si riesce a reggere. Una forma di divertimento molto comune tra i nostri coetanei, che abbiamo sperimentato in prima persona e che il più delle volte risulta vuota e fine a se stessa.”



All'interno del disco So What!? ha una funzione un po' da spartiacque: lo stato alterato dell’ubriacatura, unito alla presa di coscienza della sua rabbiosa inutilità, portano il protagonista a riversare i propri sentimenti nelle note della chitarra ubriaca, il cui suono libera gli arpeggi che aprono la strada alle successive tracce più psichedeliche. È un omaggio alla capacità della musica di essere contenitore delle nostre emozioni e a rendere comprensibile ciò che non può esprimersi adeguatamente a parole. Nell'ordine tipico del linguaggio musicale, il disordine del nostro io trova forma e diviene conoscibile agli altri.

Per le riprese la band si è avvalsa della collaborazione di Alessandro Brandi, che ha portato con una fascia la camera per tutte e due le serate tra gli sguardi incuriositi dei passanti. Il montaggio e l'edit del video sono invece opera di Giulia Ferrato, giovane videomaker indipendente della crew Humareels che ha già collaborato con la band alla realizzazione del precedente video rEvolution of the Species. La realizzazione ha richiesto tanto impegno e tante bevute e se ve lo state chiedendo… sì, i ragazzi si sono ubriacati in entrambe le serate di ripresa.

Credits
Story: Earthset
Riprese: Alessando Brandi/Earthset
Fotografia: Alessandro Brandi/Earthset
Montaggio&Edit: Giulia Ferrato
Music: So What!? Earthset
Si ringraziano per le locations:
Miky e Max, Boteco, Bar Salomè (Ken), Dynamo, Tarcaban, Bar De Marchi.

Next Gigs
07.04.2016 @ Ganesh, Bologna
09.04.2016 @ Terra Maja, Chieti
12.04.2016 @ Scumm, Pescara
15.04.2016 @ Hi-Hat, Collecorvino (PE)
22.4.2016 @ Steamstation, Bologna
30.04.2016 @ Flyin' Donkey, S.Mauro Pascoli (FC)
28.05.2016 @ Rock'n'Park, Monselice (PD)

Bio: Il progetto nasce nel gennaio del 2012 dall’incontro tra Luigi Varanese (basso), Costantino Mazzoccoli (chitarra), Emanuele Orsini (batteria), ed Ezio Romano (voce e chitarra). Nel dicembre 2012 i quattro, classe 1990, realizzano un primo demo-ep registrato in collaborazione con l'associazione culturale StudioSoundLab e presentato dal vivo il 7 marzo 2013 al Freakout Club di Bologna. Nel maggio 2013 il gruppo conosce Enrico Capalbo, (fonico presso lo studio Fonoprint di Bologna, polistrumentista e sound engineer per, tra gli altri, Luca Carboni, Ofeliadorme, Francesco Guccini) che si interessa al giovane progetto. Gli ultimi mesi del 2013 sono dedicati alla scrittura dei brani già in elaborazione e di ulteriore materiale inedito. Il 2014 inizia all'insegna degli impegni dal vivo, tra cui spiccano il live presso il The Good Ship di Londra e la diretta radio presso la ICRadio, emittente studentesca dell’Imperial College della capitale britannica. La band, contestualmente, lavora in autoproduzione al disco d’esordio. Nell’ottobre 2014 il gruppo torna negli studi Fonoprint sotto la direzione artistica e tecnica di Carlo Marrone ed Enrico Capalbo per le registrazioni del primo LP. “In a State of Altered Unconsciousness”, uscito il 26 ottobre 2015 per Seahorse Recordings, hruota attorno al tema degli stati alterati di coscienza, ora fonte di riflessione per raggiungere l’autoconsapevolezza, ora momenti di ricercata o sofferta solitudine ed infine di straniamento sensoriale e paura. Musicalmente tale continuo stato di alterazione è affidato ad una scrittura non lineare, intrecci di chitarre, suoni acidi e taglienti, atmosfere psichedeliche tendenzialmente fredde e disturbate da inserti noise.

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lunedì 29 febbraio 2016

Monolith, "Overload" è il secondo singolo/videoclip dal debut album "Even More"


Secondo brano estratto dall'esordio della stoner band modenese che annuncia la lavorazione di un nuovo capitolo discografico.

Genere: rock, hard rock, grunge, stoner, acid rock
Release date: 29.02.2016


È disponibile su YouTube Overload, secondo singolo e videoclip estratto da Even More, album di debutto dei Monolith pubblicato lo scorso aprile per l'etichetta emiliana Hazy Music.

Uno stoner/grunge arrabbiato, sporcato da reminiscenze psichedeliche ed echi di musica etnica, caratterizzato da grande attenzione per testi e compattezza del suono.

Brano e video raccontano una piccola situazione di vita, che vorremmo lasciare celata per renderla di più libera interpretazione, attraverso una metafora- dichiara la band modenese - “Il tutto è rappresentato dalla sfera argentata che il protagonista del video brama e insegue. C'è un piccolo richiamo musicale”.

Overload è stato girato in un'officina metalmeccanica che è anche il posto di lavoro del cantante Andrea Marzoli: “E' stato divertente vedere trasformato in un set un ambiente del genere. Le riprese iniziali sono in live audio e si può sentire una citazione musicale a una leggendaria e iconografica band dei 70s.".


Sonorità granitiche quelle dei Monolith, sicuramente influenzate dal movimento 
grunge dei 90s negli Stati Uniti (SoundgardenAlice in Chains, Pearl Jam) e da gruppi più moderni come Queens Of The Stone Age e Wolfmother. Tra gli artisti di riferimento in ambito nazionale spiccano senz'altro i Marlene Kuntz mentre per quanto riguarda il british sound, la band si schiera decisamente dalla parte dei Beatles.

Novità interessanti all'orizzonte per la band emiliana: "
Chiuderemo un anno di Even More in Aprile e sicuramente inizieremo la stesura di un nuovo disco”.
Suonerà ancora più monolitico? Non resta che aspettare..


Overload Video Credits
Regia: Marco Pattarozzi e Edoardo Giacomelli della Sick Pine Video


Bio Nati a Settembre 2013 da un’idea di Andrea Marzoli, chitarra e voce, e Massimiliano Codeluppi, chitarra, che con Riccardo Cocetti, ex batterista del gruppo indie “The Villains”, ed Enrico Busi compongono il quartetto ufficiale. A Marzo 2013 esce il loro primo EP di tre tracce Louder, registrato e mixato al Ghee Studio di Bologna. In seguito proseguiranno tutto il 2014 con un'intensa attività live. In estate vincono il Premio Augusto Daolio 2014. Il 22 Febbraio 2015 sono ospiti al Nomadincotro. Il 4 Aprile 2015 esce il primo Full Lenght ufficiale Even More presentato al Mattatoio Culture Club di Carpi. Registrato e mixato dal produttore e musicista bolognese Marco Bertoni (Motel Connection, Maccaroni Circus), con la collaborazione in fase di arrangiamento di Arcangelo Cavazzuti (Modena City Ramblers) masterizzato da Filippo Cimatti (Bones UK) e prodotto da Hazy Music di Davide Ravera. Proseguiranno il 2015 con un intensa attività live. Il 29 Febbraio 2016 è in uscita il video di Overload, singolo estratto dal primo disco Even More. Attualmente in fase di stesura di una nuova opera.


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http://monolithrock.tumblr.com/


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martedì 21 aprile 2015

Sewage: a giugno in Italia per il tour europeo con i The Butchers!!


I punkers newyorkesi per la prima volta nel nostro paese con una serie di date tra giugno e luglio nelle quali saranno affiancati dal gruppo varesotto.

genere: punk-rock

Link Streaming Sewage: http://www.reverbnation.com/sewage4



Verrà inaugurato il 5 giugno 2015 @ Lab End di San Lazzaro di Savena (BO) il tour europeo dei Sewage, formazione newyorchese conosciuta per essere una delle ultime, vere street punk bands del Manhattan Lower East Side e East Village. Il gruppo guidato dal frontman Spike Polite, unico superstite della formazione originale formatasi nel 1991, sbarcherà per la prima volta in Italia per una serie di concerti, organizzati da Professional Punkers, nei quali sarà affiancato dai varesotti The Butchers, una delle punk rock band italiane del “vecchio corso”, attiva dal 1999, che ancora oggi mantiene viva la scena; tre album pubblicati, di cui il più recente dal titolo Sostanze Stupefacenti, centinaia di concerti in tutta Italia e all'estero in Francia, Svizzera e Germania condividendo il palco con gruppi del calibro di Punkreas, Rappresaglia, Klasse Kriminale, Pornoriviste, Tommi e Gli Onesti Cittadini, Pensione Libano, Yokoano, L’Invasione Degli Omini Verdi, Impossibili, Latte+ e molti altri..

Sewage e The Butchers, oltre all'imminente tour congiunto, hanno collaborato per incidere uno split di brani in Italia co-scritti e co-prodotti da entrambi al fine di creare una miscela punk rock con ambientazioni e tematiche USA e Italia. Queste le date previste (in continuo aggiornamento):


Sewage + The Butchers tour:

05 Giugno @ Lab End, San Lazzaro di Savena (BO) + Höney. Free entry, ore 22:00


06 Giugno @ The One Live Club, Cassano d’Adda (MI) con Sgabole. Ingresso 5 euro, ore 22

12 Giugno @ Black Gold Tradate (VA), The Butchers + Sewage. Free Entry, ore 22.
13 Giugno @ Arca Rock Festival, Osio Sotto (BG) + Human Race + Impossibili. Free entry, ore 20.


25 giugno @ Bar Ada Nostra, Belgiardino (LO). Free entry, ore 22


27 Giugno @ Casa Occupata Gorizia, Milano. Free entry, ore 22.


03 Luglio @ Daevacian a Bruino (Torino) + Tommi e Gli Onesti Cittadini. Ingresso 10 euro, ore 22.


04 Luglio @ Dieci10, Bergamo. Free entry, ore 22.


10 Luglio @ Circolo del Gabbio, Casale Corte Cerro (VB). Free entry, ore 22.


I The Butchers, prima di condividere il palco con i newyorkesi Sewage, saranno inoltre di scena:

25 Aprile @ Ta Si, Albino (Bergamo) + Salted Biscuits + Undershower 710 + Sklem + Special Guest Jesse Mosher Live Painting New York e Frode Lawyer/Writer. Free entry, ore 20:30 https://www.facebook.com/events/335179210006600/

02 Maggio @ Monkey Island a Cocquio Trevisago (VA) + Bristol4 + Off Topic + Idravlika + Special Guest Jesse Mosher Live Painting New York. Free entry, ore 20:30 https://www.facebook.com/events/1621443534757476/



Sewage - New York City – Punk Rock
Humyn Sewage è una band formata nella primavera del 1991 a New York City nel famoso
Tompkins Square Park. La band è conosciuta per essere una delle ultime vere street punk bands del Manhattan Lower East Side e East Village. A differenza di altre band crustcore che fecero parte dell’Alphabet City in quel periodo, i Sewage non solo suonavano punk rock, ma lo vivevano. Non furono mai considerati una band politica ma fecero comunque parte di eventi e sommosse popolari agli inizi degli anni ’90 in prima linea, mentre altri preferivano rimanere nell’ombra. Nel 1993 cambiarono nome in Sewage NYC. I Sewage si esibirono al Pot Parade con David Peel, Onyx e Cypress Hill (un famoso evento Hip Hop del 1992) e fecero da apertura nello show che fu fatale per il famoso scumrocker GG Allin il 27 Giugno del 1993. GG Allin era famoso per spettacoli estremi rotolando su vetri rotti e lanciando liquami verso il pubblico e mori’ la note del 27 giugno subito dopo il concerto con i Sewage. I Sewage suonarono all'ABCnoRio con Bambi e con i Public Nuisance, al Centro Sociale della 13esima strada con i Casualties. La band viveva per strade e centri sociali nel periodo dei riots newyorkesi. In seguito, i Sewage furono filmati nella Rock-n-Roll Hall of Fame's del PunkRock, suonarono live nello spettacolo radio Crucial Chaos WNYU radio, al CBGB's con i Ramones perché Dee Dee Ramone era un amico della band e li pubblicò nella sua rivista Shooting Dope. Una galleria d’arte di fama mondiale Kostabi World ingaggio i Sewage per registrare un disco tramite la Grim Reaper Records nel 1998 dopo che la band fece uscire un vinile split 7 inch con gli Hammerbrain nel 1996. Spike Polite, il cantante della band, fu scritturato dalla Eastwood Talent che lo fece diventare un modello e attore e gli permise di partecipare insieme alla sua band in grandi pellicole del cinema Americano. Sono apparsi in: “Summer of Sam” di Spike Lee, NYPD Blue's Players, una pubblicita’ della Sony, 200 cigarettes, nel film Requiem for a Dream, nel David Letterman Show e molti altri progetti. I Sewage suonarono regolarmente nel Tompkins Square memorial per ricordare i Riot del 1988 quasi ogni anno. Spike prese anche parte allo spettacolo di Howard Stern per la Entertainment TV station. Dopo la carriera cinematografica, i Sewage rilasciarono il loro full length album distribuito in tutto il mondo da Tower Records e Coconut Records. Presentarono il disco con i “The Dickies” e ricevettero gli apprezzamenti di Sharon Stone e Derek Jeter dei NY Yankees. Spike Polite prese parte all’MTV video jockey "Jessie Camp" come chitarrista della band "Jessie Camp & The 8th Street Kidz" nel 1999 in un video insieme a Marky Ramone dei Ramones e Reverend Run del gruppo rap Run Dmc nella canzone "See You Around" per Hollywood Records. Il brano fu trasmesso ogni ora su MTV per un lungo periodo. Il cantante Spike Polite dovette lasciare la musica per 10 anni nel 1999 a causa di un’ingiusta accusa di tentato omicidio a scopo di furto e quando ritornò per riprendere la sua carriera di musicista si trovò in una NYC dove il punk rock non era quasi più di moda. I Sewage si riformarono comunque e rilasciarono un EP intitolato "Out Of Hell A-Live" scritto prima dell’incarcerazione. Spike fu chiamato per filmare un documentario sulla storia della sua vita e sul suo adattamento alla “nuova” societa’ dei social networks tramite la "Dedicated Lane Productions". Oggi è tornato con i Sewage con una nuova formazione scrivendo canzoni sui problemi della vita e i soprusi da lui subiti negli ultimi 10 anni con uno stile punk rock di veloce progressione e con un sentimento di rabbia che esprime con energia nelle sue esibizioni live. Nel giugno/luglio 2015 i Sewage saranno in tour in Europa con i The Butchers Punk Rock (Italy) con cui collaborano per incidere uno split di brani in Italia co-scritti e co-prodotti da entrambe le band al fine di creare una miscela punk rock con ambientazioni e tematiche USA e Italia.


The Butchers Punk-Rock “Sostanze Stupefacenti”
Una delle punk rock band italiane del “vecchio corso”, attiva dal 1999 che ancora oggi mantiene viva la scena punk rock; tre album pubblicati, centinaia di concerti in tutta Italia, Francia, Svizzera e Germania condividendo il palco con band del calibro di Punkreas, Rappresaglia, Klasse Kriminale, Pornoriviste, Tommi e Gli Onesti Cittadini, Pensione Libano, Yokoano, L’Invasione Degli Omini Verdi, Impossibili, Latte+ e molti altri... Escono con il loro primo lavoro nel 2001 con "SuperFilm", nel 2003 si lanciano in un nuovo lavoro con "Pensa", e recentemente tornano più cattivi che mai con un con una nuova formazione, con un album dal titolo “Sostanze Stupefacenti” in cui hanno collaborato con Paletta dei Punkreas e Marco Mortillaro delle Pornoriviste che è un manifesto del loro sound e del loro pensiero punk rock! Testi semplici e diretti e melodie pop punk di facile apprendimento sono i loro punti di forza dell’ultimo album. Nel Giugno/Luglio 2015 saranno in tour con i Sewage USA con cui collaborano per incidere uno split di brani in Italia co-scritti e co-prodotti da entrambe le band al fine di creare una miscela punk rock con ambientazioni e tematiche USA e Italia. Sostanze Stupefacenti è disponibile in tutti gli Store digitali.



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martedì 9 dicembre 2014

All'Arteria di Bologna il 17 dicembre arriva "Talk Floyd", la conferenza sulla band di Waters e Gilmour a cura di Alec Cospite


La nostra musica può generare meravigliosi incubi o gettare nella più affascinante delle estasi. Di solito succede la seconda opzione.” Con queste parole Roger Waters riusciva già a sintetizzare, agli albori dei Pink Floyd, quella che sarebbe stata la loro intera avventura sonora e comunicativa. Una band che, pur apparentemente senza personaggi marcatamente istrionici, ha lentamente conquistato la vetta del Rock portando i fari The Dark Side Of The MoonWish You Were Here e The Wall nel mito immortale. Mercoledì 17 Dicembre, all'Arterìa di Bologna alle 20:30, Alec Cospite del Roger Waters Italian FanSite ripercorrerà temi e snodi cruciali della loro storia unica e irripetibile. 

Dettagli evento:

A seguire grande musica live con il concerto dei capitolini Dead Bouquet, band psychedelic folk-rock della Seahorse Recordings che presenta il suo ottimo disco di debutto As Far As I Know. Ad aprire le danze i bolognesi Deltoro e i Progenia.

Ascolta i Dead Bouquet


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Skype: sgrooveman



mercoledì 26 novembre 2014

A Modern Way To Die @ Macondo – Bologna 6 dicembre



Sabato 6 dicembre, sul palco del Macondo presso via del Pratello 22 a Bologna, spazio all'irresistibile mix post-punk/new wave/noise degli A Modern Way To Die. Il trio catanese presenta l'album Pulse And Treatment, uscito lo scorso marzo per Seahorse Recordings, per un live coinvolgente e dall'elevato tasso lisergico.
"Suoni in una band? Vieni per un provino in acustico o portaci un tuo disco, lo valuteremo."


Ascolta A Modern Way To Die: https://soundcloud.com/a-modern-way-to-die
Foto A Modern Way To Die http://goo.gl/5jIPfg
Blob Agency logo https://db.tt/etHL1LcI



Blob Agency Booking Infoline: 3396038451 antipop.project@gmail.com
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giovedì 23 gennaio 2014

L'esposizione dei nuovi video di Angelica Porrari


Bologna - Dal 25 gennaio al 16 febbraio 2014
Vernissage: Sabato 25 gennaio 2014 alle ore 19:00
Angelica Porrari - Gloves'Stories #14


Via San Vitale 57 - Bologna
Orari di apertura:
Dal Martedì al Venerdì 15:00 - 19:00
Sabato e Domenica 16:00 - 19:00
Chiuso il Lunedì
Ingresso gratuito


Angelica Porrari presenta alcuni dei suoi nuovi video, nei suggestivi seminterrati del suo studio in Via San Vitale 57I lavori esposti fanno parte di Gloves' Stories, un più ampio progetto nato nel 2007 che identifica l'intera produzione video dell’artista, e il suo indagare le relazioni tra il corpo, in particolare quello femminile, e il mondo esterno.  Una ricerca espressiva di quell’indefinibile che sta tra l’azione e la sensazione, dell’eco interiore di un gesto.

Il video Danae è la rielaborazione in chiave contemporanea della figura mitologica rappresentata nella storia dell'arte da artisti come Tiziano, Rembrandt e Klimt. Il video, dalla forte suggestione visiva in cui la luce è protagonista, offre un’espansione temporale dell'attimo di unione con il Dio. 

Il video Couvade è l'attuazione di un antico rito durante il quale i futuri padri simulavano il parto della loro compagna. L'artista ha voluto proporne la narrazione attraverso una composizione visiva che rimanda alle Pietà rinascimentali.  Il dolore simulato dall'uomo si concretizza e diventa reale e percepibile nella donna.


giovedì 24 ottobre 2013

PropheXy - "Improvviso"

I bolognesi Prophexy, usciti con l'album live "Improvviso"

A cura di Nana Arima

Nascono come gruppo heavy metal (sullo stile Iron Maiden ), ma alla fine si spostano verso il progressive rock, anche se non ci stanno ad attaccarsi addosso un’etichetta; in fondo ciò che importa è diffondere le varie influenze musicali. L’ingresso nel mondo prog italiano ed europeo parte dalla partecipazione ad un tributo ufficiale ai King Crimson: The Letters, An Italian Unconventional Guide To King Crimson, edito nel 2005 dalla Mellow Records e che vede tra i partecipanti Stefano Bollani.

I PropheXy si presentano con una rielaborazione di “The Great Deceiver”, pezzo che ottiene grandi consensi, sia dagli appassionati che dagli addetti ai lavori. Stessa cosa per “Scartomanzia”, il loro promo autoprodotto del 2006 e con il quale riescono ad aggiudicarsi il primo posto nella sezione rock della rivista Acid Jazz, che pubblicherà il brano “Plasticosics” nella propria compilation allegata al numero di agosto.
Sempre del 2006 sono le collaborazioni con Anekdoten, Sleepytime Gorilla Museum, Holdin Pattern, Le Orme, Deus ex machina, Freak Antoni degli Skiantos, Maschera di Cera, Accordo dei contrari, ma soprattutto la realizzazione dell’album “Alconauta”, prodotto, registrato e mixato autonomamente dal gruppo stesso.

Per la promozione dell’album i PropheXy calcano i palchi di diversi festival, tra cui l’ExProg 2010 e l’Arte/Nativa Festival; qui nasce la collaborazione con Richard Sinclair (bassista e cantante dei Caravan, Hartfield and the North e Camel) in particolare vissuta sui palchi del Naima Club di Forlì e del We Love Vintage Festival. Con la Muse Records poi nasce “Improvviso”, il nuovo album, supportato da un tour estivo condividendo palchi con artisti come Osanna, Orme, La Storia dei New Trolls, David Jackson e tanti altri…

La copertina di "Improvviso", nuovo disco dal vivo dei PropheXy

Come suggerisce il titolo stesso, il disco è nato, senza alcuna programmazione, da uno dei tanti live, ed è composto da inediti, tre brani già presenti nell’album precedente “Alconauta, e due bonus track in featuring con Richard Sinclair.

Ok lo confesso, non sono una grande esperta del mondo rock/prog, ma l’ho trovato un vero è proprio mix di melodie che mutano continuamente senza annoiare mai, anzi, interessando e stupendo l’ascoltatore già al primo ascolto. Insomma un sound insolito, personalmente mai ascoltato prima d’ora, ma che comunque incuriosisce e conquista. I testi sembrano apparentemente di difficile comprensione, ma per la maggior parte sono una spinta ad essere se stessi e a seguire sempre il proprio io, creando inoltre un ottima combo con la musica. Ciliegina sulla torta le bonus track, che impreziosiscono un già interessantissimo progetto. 

Un elogio lo merita anche la buona qualità acustica, considerando che parliamo di una registrazione fatta in un live, in cui di solito si perde molto, ma qui quasi non si nota la differenza, rendendo “magico” non solo il momento di chi l’ha vissuto sotto il palco, ma anche di chi l’ascolta da casa.







martedì 28 maggio 2013

FermoImmagine: un'essenza sfuggente ma concreta..

FermoImmagine "Foto Ricordo"

A cura di Alice Bevilacqua

I FermoImmagine, progetto musicale composto da Luigi Maresca e Mirko Ravaioli, nascono a Faenza nel 2003, ma sembrano arrivare direttamente dal Regno Unito degli anni '80: sonorità elettroniche ricercate si fondono ad influenze wave e elementi più tradizionali e quasi inaspettati, in un sound interessante che caratterizza i FermoImmagine.

La band, nonostante i dieci anni di vita, ha tuttora all'attivo un solo album completo e auto-prodotto, diffuso con il titolo di 'Foto Ricordo'; questo fatto probabilmente deriva dalla ricerca spesso infruttuosa di nuovi membri che completassero il progetto – eccezion fatta per una breve collaborazione -, o forse anche dovuto alla ricerca sonora sempre in evoluzione che vede i FermoImmagine instancabili nella sperimentazione e elaborazione del proprio stile: il primo EP composto di tre canzoni è pubblicato nel 2008, mentre l'album sopra menzionato vede la luce nel 2012. Sebbene la produzione musicale non sia massiccia, i FermoImmagine non si fanno mancare l'attività live e la partecipazione a diversi contest nel periodo 2008-2009, vincendo Arzisona 2009 e suonando con diversi gruppi all'Arteria di Bologna e al MEI.

Nonostante le forti influenze ricordate, che fanno pensare fin da subito a certi brani meno cupi dei Depeche Mode dei primi anni, i FermoImmagine non disdegnano di riversare nelle canzoni la propria identità, il cantato in italiano in primo luogo, unitamente a testi interessanti e mai banali, che cercano invece di esprimere efficacemente emozioni e idee talvolta non così immediate.

FermoImmagine

Le basi elettroniche, come ci si può aspettare, la fanno da padrone, e in brani come 'Ozio' risentono pesantemente delle atmosfere anni '80, trascinando dietro di sé la voce, altro elemento fondamentale dei brani di 'Foto Ricordo': le parti vocali infatti si inseriscono in modo perfetto nella trama elettronica dei diversi brani, e per rendersene conto è sufficiente ascoltare l'interessate 'La sera di Settembre'; la voce è dunque sempre commisurata in modo eccellente al brano che interpreta, mai eccessivamente piatta o marcata, e si accorda con il sound in modo impeccabile. La band riesce a fare propri i tratti distintivi del pop elettronico e risultare comunque piacevole all'ascolto, senza causare necessariamente la sensazione di 'già sentito' che così spesso capita di provare di fronte a nuova musica ispirata a canoni del passato: i ritornelli sono spesso orecchiabili e conservano – come nel caso di 'Le nuvole', brano molto delicato e emozionante – una certa dolcezza in mezzo alla tempesta fredda data dagli elementi elettronici onnipresenti. La band però sa dare prova della propria capacità proponendo brani meno spensierati e allegri e variando dunque i propri temi, scegliendo suoni dalle sfumature più cupe e ritmi costanti e quasi ipnotici, come nella splendida 'Quante volte', decisamente meno “anni '80” delle altre tracce.

Anche i testi talvolta intimisti e oscuri, spesso poetici ma non banali, contribuiscono a rendere la musica dei FermoImmagine piuttosto originale e decisamente apprezzabile da chi guarda a questo genere musicale con interesse, proprio perchè gli elementi chiave che caratterizzano il genere ci sono tutti, ma sono al tempo stesso accompagnati – e in modo riuscito – da spunti nuovi. Forse proprio per questo ad un primo ascolto si potrebbe rimanere leggermente spiazzati, ma gli ascolti successivi rivelano invece la validità e capacità del gruppo.

Recentemente, i FermoImmagine hanno realizzato a fine Febbraio il loro primo video, per il brano d'apertura di 'Foto Ricordo', 'Quello che siamo', video che sottolinea efficacemente l'essenza sfuggente ma al tempo stesso concreta dei FermoImmagine.




giovedì 2 maggio 2013

Il sound avvelenato dei Malascena


A cura di Claudio Papitto

I Malascena suonano hard-rock che spesso sfodera i duri martelli delle schitarrate elettriche heavy-metal, scegliendo fin dal 2009 (data in cui si sono formati) la formazione a soli tre elementi: questi tre “rock-elementi” Malascena sono Tiziano Cicconetti (voce/chitarra), Alessandro Renzetti (basso) e Felice Roberto Addeo (batteria).

Dicevo... E’ quindi grazie alla potente chitarra hard-rock e alla altrettanto potente voce di Tiziano che le canzoni dei Malascena creano nell’insieme un sound avvelenato che ringhia così forte da far paura. Particolari sono i testi delle singole tracce (incluse oggi nel loro primo EP) che in generale mettono sul tavolo le lotte interiori dell’uomo,le illusioni di chi vive male il presente e i pensieri dell’esistere. Già, esistere... Come urla Tiziano nella prima e migliore track dell’EP: “Essere”, lo slogan inequivocabile di chi ci osserva dall’esterno e ci fa sorgere spontanea la domanda: “Ma il mio essere corrisponde a quello che pensi tu?”. Tra questi inni dedicati al relativismo e alla vita che ci prosciuga, le parti strumentali dell’EP vengono riempite dagli assoli semplici e melodici (quasi cantabili) della chitarra e dalle fantasiose e precisissime rullate della batteria. Il basso di Alessandro completa ogni cosa con il suo ritmo selvaggiamente trascinante su ciascuna delle tracks.


I Malascena non sono male in scena (scusate il gioco di parole): mi riferisco alla “scena” dei loro live iniziati nel 2011 (le date sono consultabili sul loro sito) girando tra Bologna, la loro città d’origine, Zocca, Ferrara, Imola e Modena con una bella media di circa 7 concerti all’anno. E’ evidente la loro impronta più forte rispetto alle altre band emergenti, dato che Tiziano ha fatto parte di molti altri gruppi in passato, tra cui i Seen che aprirono il concerto ai Tre Allegri Ragazzi Morti, e vista anche la competenza di Alessandro come Sound Engineer.
Mi ha poi particolarmente colpito il modo in cui questo gruppo scrive le loro canzoni: tutto dipende dalle loro iniziali improvvisazioni rivedute e completate in un secondo momento. La cosa incuriosisce soprattutto perchè in fondo stiamo parlando di un rock i cui ritornelli restano in memoria e si ricordano facilmente al primo ascolto mentre invece capita spesso che il frutto di improvvisazioni sia pieno di variazioni di suoni o di ritmo difficili da ricordare. Questo significa che i Malascena sanno il fatto loro come artisti professionisti.





lunedì 8 aprile 2013

Teatralità, realismo…e sangue: i Grand Guignol Diabolique sono tornati.


A cura di Lucia Muolo
Il nome di questa band é Grand Guignol Diabolique. Tutte le altre cose non contano.” Questa è la prima frase che leggo nella presentazione di questa nuova band che andrò a recensire. Sento d’avere un’espressione stupita e interrogativa; il nome è altisonante, certo, ma perché mai tutto il resto non dovrebbe contare? Ancora facendomi delle domande, continuo a leggere le notizie a mia disposizione e già mi stupisce la lunga “carriera” di cui questo progetto è figlio: i GGD nascono a Bologna dalle ceneri dei “Beat Babol” (Bologna, dal 2001 al 2005), che hanno nella loro produzione ben 2 album (Stavolta Parole, 2001 e Anche Stavolta Parole, 2002). Come per ogni cosa che finisce, c’è sempre qualcosa che lascia traccia. E quest’ultimo lavoro, “Grand Guignol Diabolique II”, è il risultato del rimaneggiamento e della riscoperta di brani che l’autore compose per il terzo album in studio dei Beat Babol , mai prodotto, con l’impegno di lasciarne intatto il sound e le atmosfere. Ho difficoltà nell’approccio a questo lavoro, è la mia prima band con i testi in italiano e decido infatti di seguire il percorso al contrario: voglio leggere i testi, voglio capire se l’uso di giochi di parole e metafore nella presentazione è così sapientemente utilizzato anche in musica. Non mi sorprende notare che i testi sono una voragine impetuosa di attualità e sentimenti volti al parossismo che si trasformano poi in comicità, aprono ad un “umorismo tragico”: e ancora metafore, sillogismi, rime, intercalari.
Dopo lo sguardo veloce, ma non disattento ai testi, passo all’ascolto e il suono non tradisce, già dalla prima “Così sbagliato da sembrare giusto : suoni grezzi ma efficaci, una ritmica allegra a scandire parole che poco lo sono. Contrapposizione vincente. Procedo con “Secondogenito di padre sterile” e mi spunta il sorriso, nella mente corrono i richiami a Mio fratello è figlio unico e alla tradizione cantautorale italiana, sebbene il ritmo incalzante e il charleston “molle” se ne distacchino. “Dilemma è la terza track, le sonorità sono malinconiche e il pianoforte accompagna questo monologo triste. La “classicità” del brano viene interrotto da un’unione sofferente della batteria e della voce. La mia preferita! Passando a “La moltitudine” il ritmo si fa incalzante, le striature elettroniche mi ricordano dei vecchi lavori firmati Subsonica. In questo brano, come in altri, la voce sembra modificarsi in base alle parole. E’ una sensazione strana, sembra che il cantante non sia sempre lo stesso. Ed ecco l’allitterazione nel titolo della quinta traccia: “Vagina voragine”. Non è il brano che più mi entusiasma dal punto di vista del testo (tolto l’interessante verso che “recita“:mi guardi, mi turbi e mi, e mi scomponi) ma nel complesso è ben eseguita.
Hasta siempre Nostradamus ha tutti gli elementi stilistici di una canzone rock: riff di chitarra ripetuti e memorizzabili , la batteria ancora col charleston semichiuso e quindi particolarmente presente e il ritornello canticchiabile già dopo il primo ascolto. Ancora suoni elettronici piacevolissimi ad aprire la settima “Semisveglio”. L’esecuzione non si distacca particolarmente dal precedente brano, le sonorità sono tipiche di un rock italianissimo. Faccio una pausa per abbozzare la recensione e mi rendo conto del mio ampio uso del virgolettato: con un prodotto come questo non posso farne a meno.


Riparto con “H.A.R.D. e l’intro mi riporta alla mente un particolarissimo Gazzè, se non altro per l’estrosità che li accomuna stilisticamente. Comunque non si evincono particolari cambi di rotta nella scrittura musicale. La nona e penultima traccia è un brano strumentale, “Uno sciamano triste in perenne calore”. Il riff è riuscito e a questo si alternano dei suoni registrati che confondono, che danno spazio all’immaginazione e quasi aprono ad un personale ritratto del soggetto. Molto “teatrale”.

La chiusura dell’album è affidata alla melodia allegra di “Arpie alternative”. Non riesco a non muovere il piede seguendone il ritmo e appena finita la faccio ripartire, è piacevole e ancora una volta sono le parole a catturare grande attenzione: se al primo ascolto la musica è quella che colpisce per le numerose sonorità, i testi guidano totalmente la mente dell’ascoltatore alla creazioni di immagini e rappresentazioni.

Per gli amanti del genere una vera chicca da scoprire: affamati di verità, poesia e applausi. È ora che il sipario si apra per davvero su questo teatro colmo di parole e di “follia”.